Modulo 26 – Esercizio #10
Veniamo da un esercizio – il 9 – in cui una buona idea è stata rovinata da una tecnica inadeguata, da uno stile ingenuo, anche se non fino al punto da inibirne una riscrittura (seppur a prezzo di sforzi notevoli). L’occasione è utile per chiarire un punto generale: un testo è scritto bene, non già se è privo di errori, ma se gli (inevitabili) errori che contiene ammettono una correzione, ed è scritto tanto meglio quanto meno tempo serve a correggerli; è solo il tempo necessario a correggere gli errori – non il numero di errori in sé o la loro gravità formale – a segnalare la qualità della scrittura. Possiamo spingerci sino al paradosso, e arrivare a dire che, sì, è auspicabile conoscere la lingua italiana – parole, strutture, sintassi, grammatica – ma non sarebbe così drammatico se per assurdo un testo contesse una marea di congiuntivi sbagliati: perché potrebbero essere corretti automaticamente in pochi minuti, proprio come in pochi minuti si correggono tutti i refusi. N...